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Quella “rete” fondamentale tra famiglia e società sportiva!

La famiglia è indubbiamente il primo contesto di sviluppo per bambini e ragazzi a cui si affiancano, con il passare delle età, altre importanti agenzie educative come la scuola e la partecipazione ad attività strutturate del tempo libero, come quelle svolte nei contesti sportivi.

Quando si è bambini, nella maggior parte dei casi, sono i genitori a strutturare le opportunità di crescita e a scegliere i contesti privilegiati di sviluppo dei figli. Tra questi anche la scelta di far svolgere o meno un’attività sportiva e/o di quale intraprendere fra le diverse possibilità; con la crescita questa scelta diventa sempre più personale. Il genitore deve essere consapevole che aspetti come la motivazione, il senso di efficacia, etc., influenzano la decisione di continuare o meno uno sport, di cambiare attività e di impegnarsi o meno verso la stessa. Questi stessi elementi (come ad esempio il nostro senso di efficacia in quanto genitori) giocano un ruolo rilevante e ci sostengono nell’accompagnare i nostri figli nella scelta e nel proseguimento delle varie attività, comprese quelle sportive.

In generale, risulta indispensabile rispettare ed assecondare i desideri degli stessi bambini.

La passione per un’attività fisica vissuta come gioco, poi, favorisce il livello di impegno, di concentrazione e motivazione, caratteristiche che contribuiscono non solo alla crescita fisica, ma anche a quella emotiva.

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Lo sport favorisce lo sviluppo delle “abilità di vita”

L’attività fisica produce effetti benefici sulla salute a qualsiasi età. Diventa dunque evidente come più precocemente si inizia a praticare sport, maggiori sono i vantaggi per la salute anche nell’età adulta. Inoltre, lo svolgimento di un’attività fisica regolare in età giovanile aumenta la probabilità che si stabilizzi come abitudine e dunque che il bambino attivo diventi un adulto attivo.

L’attività sportiva è fondamentale nei bambini e negli adolescenti, tanto che l’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda a bambini e adolescenti di età compresa fra i 5 e i 17 anni di praticare ogni giorno almeno 60 minuti di attività aerobica, da moderata a intensa.

L’attività fisica in età giovanile migliora il benessere psicofisico, rafforza i muscoli e le ossa, contribuisce a sviluppare un buon apparato cardiovascolare, migliora la coordinazione e le capacità motorie e permette il mantenimento di un peso sano, riduce il rischio che si sviluppino patologie quali malattie cardiovascolari, diabete, neoplasie, obesità, e migliora il benessere psichico.

È fondamentale ricordarsi sempre di questi aspetti. 

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Lo sport aiuta a diventare “grandi” e superare i propri limiti

Sia gli sport individuali sia quelli di squadra aiutano i ragazzi a conoscere direttamente i propri limiti, sviluppano autodisciplina e senso di autonomia, aumentando la gratificazione personale.

Il miglioramento dell’autostima, il controllo dell’emotività, lo sviluppo di relazioni sociali, la maggiore tolleranza alle frustrazioni, un giusto controllo dell’ansia, sono solo una parte delle infinite componenti della personalità che maggiormente risentono beneficio dalla pratica e dall’ambiente sportivo.

In linea generale, possiamo ritenere che lo sport di squadra possa essere un valido strumento di educazione alla collaborazione ed alla comunicazione. Esso, inoltre, consente di ottenere notevoli risultati anche sul piano comportamentale, sia nel caso di bambini particolarmente introversi che estroversi.

All’interno della pratica sportiva giocano un ruolo importante aspetti e variabili riconducibili a due diverse categorie di fattori: cognitivi ed emotivo/relazionali.

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Lo sport indirizza i giovani verso pratiche e stili di vita sani

È soprattutto durante l’età dello sviluppo che l’attività sportiva offre al bambino e all’adolescente l’opportunità di partecipare ad attività caratterizzate da livelli elevati di strutturazione e di progettualità. Tali aspetti si configurano come importanti fattori di promozione del benessere e di protezione dal rischio in molti contesti, compreso quello sportivo.

Sul piano fisico, lo sport aiuta i bambini, fin dalle prime fasi dello sviluppo, ad avere una maggiore consapevolezza delle proprie sensazioni e dei limiti corporei, ad accettare con maggiore facilità i cambiamenti fisici che sopraggiungeranno con lo sviluppo adolescenziale, contribuendo a costruire un’immagine corporea più positiva, senza sviluppare sentimenti di inadeguatezza.

Sul piano cognitivo, lo sport favorisce lo sviluppo dell’intuito, del senso critico e promuove e consolida alcune competenze come la memoria, l’attenzione, la capacità di valutare e pianificare le azioni nel tempo, aumentando il senso di sicurezza nella propria abilità di progettazione e adattamento alla realtà.

L’attività sportiva svolge una funzione importante anche sul piano affettivo e relazionale. L’allenatore, per esempio, assume un ruolo centrale non solo nella preparazione fisica del giovane, ma anche a livello psicosociale. Esso, infatti, può rappresentare sia una guida che consiglia e valorizza il bambino e ne sostiene la motivazione, sia offrirsi come altro punto di riferimento in quanto adulto significativo che si affianca, seppur in modo diverso, ai modelli familiari.

D’altra parte, la presenza dei coetanei durante gli allenamenti e nei giochi di squadra rappresenta un importante momento di socializzazione per bambini e ragazzi, in cui hanno l’opportunità di confrontarsi sia con se stessi sia con gli altri, acquisendo valori etici come la solidarietà, la cooperazione, la lealtà verso l’avversario ed il rispetto per l’altro.

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L’attività motoria gioca un ruolo fondamentale per la crescita dei bambini

L’attività motoria e sportiva giocano un ruolo fondamentale per la salute della persona e ciò è particolarmente evidente nel periodo tra l’infanzia e l’adolescenza (3-18 anni), nel quale acquisiscono un’importanza centrale per il benessere fisico, psicologico e sociale.

A questo proposito, “Sport? Sì, grazie!”, nelle sue pagine, fornisce al lettore un quadro sintetico di alcune caratteristiche dello sviluppo psicologico dalla media fanciullezza (6-10 anni) alla preadolescenza (11-14 anni) in relazione ai benefici legati all’attività sportiva.

Praticare uno sport, in età evolutiva, può svolgere numerose funzioni positive. I bambini ed i ragazzi, infatti, possono soddisfare numerosi bisogni fisici e psicologici, tra i quali quello di instaurare relazioni di amicizia e di divertirsi con i coetanei, nonché quello di mettere alla prova le proprie capacità e competenze motorie.

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