Lo sport non è solo un semplice passatempo, un’attività “ristoratrice”, ma anche un mezzo di crescita. Gran parte dei pedagoghi considera lo sport l’attività educativa per eccellenza, che permette di raggiungere la maturità con leggerezza e piacere. E in un mondo in cui molti adolescenti si limitano a svolgere attività che “migliorano” il proprio aspetto fisico, come il sollevare pesi in palestra, saltando le lezioni di educazione fisica a scuola e ignorando totalmente gli sport a contatto con la natura, spicca in netto contrasto l’opinione dei genitori intervistati al riguardo.

Oltre ad essere un semplice sfogo mentale e fisico (28%), lo sport è considerato parte integrante dell’esistenza dei propri figli, diventando un momento educativo, formativo, e di confronto con i propri limiti (26%); inoltre, è visto come un modo per misurarsi con le proprie capacità ed i propri limiti (23%), oltre che per spendere il proprio tempo in maniera sana e costruttiva, aiutando a tenere i ragazzi lontano da cattive compagnie ed atteggiamenti futili (23%). Tuttavia, solo nel 33% dei casi sono stati i genitori a consigliare al figlio la pratica sportiva, in quanto è risultato più frequente (60%) che i ragazzi si siano avvicinati autonomamente allo sport, senza alcuna pressione familiare, attratti da una particolare disciplina (30%), dalla volontà di seguire le orme dei genitori (2,4%) o in seguito al coinvolgimento di amici (3,6%). Infine, solo nel 7% dei casi è stato un soggetto terzo a suggerire la pratica sportiva, ad esempio il medico, la scuola o l’oratorio.

La scelta della società sportiva, invece, si articola o in processi decisionali molto rapidi, o in processi decisionali più ponderati e complessi. Nel momento in cui è il figlio ad avvicinarsi autonomamente allo sport, i processi decisionali circa la società sportiva sono di diversa natura: solo nel 21% dei casi viene lasciata piena delega al figlio, in quanto spesso la scelta si basa su una comodità logistica o legata a conoscenze pregresse come l’oratorio e/o la società di paese (33%), o in seguito alla ricerca di informazioni attraverso uno o più punti di contatto prima di arrivare alla decisione finale. Laddove invece sono stati i genitori gli artefici dell’avvicinamento allo sport del figlio, i processi decisionali sono più ponderati, con una netta maggioranza dei casi in cui vengono ricercate informazioni attraverso uno o più punti di contatto prima di arrivare alla decisione finale (76% dei casi), e il canale informativo più rilevante per i genitori al fine di scegliere la società sportiva più idonea risulta essere la visita personale alla struttura sportiva stessa.