FIFA_World_Cup_Russia_2018_Logo

Ai Mondiali di calcio in Russia, per quale squadra tiferanno gli Italiani, rimasti ‘vedovi’ della Nazionale?

 

di Stefano Martelli

 

Fra le foto più significative del 2017, che nell’ultima edizione dell’anno ogni settimanale popolare è solito pubblicare “per non dimenticare”, non è mancata qualche immagine della “disfatta” degli Azzurri, che, pareggiando a Milano con la Svezia, sono stati esclusi dal Mondiale di calcio in Russia.

L’eliminazione dell’Italia dall’accesso al torneo che nel 2018 metterà in palio la prestigiosa Coppa di calcio Fifa ha fatto molto parlare, anche in ambito internazionale; in fin dei conti la Nazionale italiana, dopo che nel 1970 il Brasile si aggiudicò in via definitiva la Coppa “Rimet”, a tutt’oggi assieme alla Germania guida con 4 vittorie la graduatoria delle Nazionali che si sono aggiudicate la Coppa Fifa.

Dopo quell’infausto 13 novembre molto si è scritto e detto nei mass media sulla necessità di rinnovare radicalmente il calcio italiano, ma ben poco si è fatto. L’allenatore Gian Piero Ventura è stato sollevato dall’incarico entro le successive 48 ore, ma è trascorsa una settimana prima che Claudio Tavecchio –il primo responsabile della scelta dell’allenatore e, in quanto Presidente della Fgci, dell’intero calcio italiano–, a sua volta si dimettesse. Dal 20 novembre al momento in cui scrivo non vi sono state novità: forse si vedranno il prossimo 29 gennaio, se il Consiglio della Fgci, dopo il nulla di fatto della seduta svoltasi prima di Natale, riuscirà ad eleggere il successore di Tavecchio. Si parla di tre candidati: Tommasi, Gravina e Sibilia. Chiunque sarà l’eletto, dovrà affrontare il gravoso compito di scegliere non solo l’allenatore della Nazionale, ma di rifondare il calcio italiano.

Infatti non è solo questione di scegliere l’allenatore della Nazionale –anche qui, tre nomi: Conte, Ancelotti o Mancini–, o di quale stipendio versargli –i soldi, peraltro, ci sono già, visto che appena ieri “quello che rimane del governo del nostro movimento [calcistico] ha approvato il budget 2018, prevedendo una spesa di 5 milioni di euro per il secondo semestre come investimento per il nuovo ct azzurro”. Come giustamente fa notare Guglielmo Buccheri [In arrivo un ct da cinque milioni,“La Stampa”, 9 gennaio 2018], se il nuovo allenatore della Nazionale prenderà 5 milioni per un solo semestre, l’anno successivo potrà contare su uno stipendio di 10 milioni: una cifra davvero ragguardevole –Ventura ha preso ‘solo’ 1,2 milioni– e che autorizza i tifosi a ‘sognare’ il rientro in Italia di Conte o di Ancelotti.

Decuplicare da un anno all’altro lo stipendio di chi allena la Nazionale di calcio è cosa difficilmente comprensibile per molti italiani, che si devono ‘arrangiare’ per arrivare ai mille euro mensili –per non parlare dei molti che, ancora in cerca di occupazione, si ‘barcamenano’ alla meno peggio. E neppure le cifre del movimento calcistico nel nostro Paese possono giustificare una spesa simile. Certo, grazie all’Istat è noto che oltre 36 milioni di italiani (su una popolazione complessiva di 60 milioni) fanno sport o attività fisica; quindi le pratiche motorie sono l’attività sociale più diffusa nel Paese; e, tra gli sport, il calcio è senz’altro il più diffuso: sono oltre 8.000 le associazioni calcistiche in Italia, oltre 450.000 i bambini che frequentano le loro scuole, più di 70.000 gli allenatori, più di 12.000 le società di calcio dilettantistiche. Queste sono le ampie basi popolari di una piramide calcistica, che poi prosegue nelle leghe calcio (semi-professionisti, professionisti, serie B e A), al cui vertice c’è la Nazionale… che però è appena stata eliminata dalla Svezia e che, quindi, mancherà a un Mondiale di calcio per la seconda volta nella sua lunga storia (iniziata nel 1930) – la prima fu nel 1958.

Per chi tiferanno i tifosi italiani, quando a giugno inizierà il torneo mondiale Fifa in Russia? Già ora alcuni si sono ‘sbizzarriti’ in previsioni: Francia, Germania, Russia, Inghilterra… Alcuni “vedovi inconsolabili” si sono dichiarati attratti per squadre esotiche, quali Costa Rica e Islanda –quest’ultima è una debuttante nel torneo Fifa, ma già messasi in luce nell’Eurocoppa 2016 disputata in Francia.

Il sondaggio che ho fatto tra gli oltre 200 studenti che frequentano il Corso di Sociologia generale presso la Laurea in SAMS-Scienze delle Attività motorie e sportive, una delle Lauree in Scienze Motorie attive presso l’Università di Bologna, ha dato la seguente distribuzione: 30% circa saranno i telespettatori ‘non tifosi’, che seguiranno il Mondiale in Russia senza però ‘tradire’ la Nazionale italiana; 10% i tifosi per la Germania o altra squadra europea; 35% per l’Argentina o altra squadra sud-americana; 5% per altre squadre ancora. E il restante 20% degli studenti di Scienze Motorie, cosa guarderà? Un altro spettacolo -fiction tv, film, varietà, ecc.– o proprio non guarderà affatto i Mondiali: infatti ci sono tanti altri sport, come il beach volley e il ciclismo, che all’inizio dell’estate possono essere visti e, soprattutto, possono essere praticati! Come a dire che, se gli italiani hanno ancora “la testa nel pallone”, una parte non piccola –circa un quinto– dei futuri professionisti nelle Scienze Motorie quest’estate non si sentirà affatto “vedovo” della Nazionale, ma si volgerà ad altre squadre o ad altri sport.

I risultati di questo piccolo sondaggio aiutano a comprendere cosa c’è in palio, dietro la scelta del c.t. della Nazionale di calcio. Dieci milioni di euro non si spiegano solo con il tentativo di attirare di nuovo in Italia uno dei nostri allenatori più famosi, che hanno preso le vie per Londra, per Monaco o per Pechino. In realtà sarebbe illusorio –non solo per i tifosi, ma anche per gli stessi giocatori e i dirigenti del movimento calcistico italiano– pensare che basterà un nome famoso per risolvere i problemi dello sport più praticato dagli italiani.

“Stadi, giovani, tv e soldi: così cambieremo il calcio”, così li sintetizzava Italo Cucci nel titolo dell’intervista, da lui realizzata a Luca Lotti, Ministro dello Sport, per “QS”, il quotidiano sportivo del gruppo “QN” [10.07.2017]. Alcuni di questi problemi, come reperire fondi per le infrastrutture sportive o per promuovere il calcio femminile, sono già avviati a soluzione con la Legge di stabilità appena approvata dal Parlamento; altri, come la proposta di anticipare la cittadinanza a oltre 800mila bambini e bambine, nati in Italia (disegno di legge “ius soli”) è stata rinviata a dopo le elezioni politiche nazionali, fissate per il 4 marzo prossimo.

In realtà la vera questione è come dare risposte alle profonde trasformazioni che il calcio (non solo quello nostrano) ha conosciuto nei pochi anni che ci separano dal Mondiale “ITALIA’90”, e che solo una visione sociologica, basata sulla teoria del “triangolo Sms”, può davvero illuminare –ma di ciò se ne parlerà in altro articolo per questo Osservatorio.

 

***per il box in corpo di testo:

La Coppa del Mondo FIFA “ITALIA’90” è stato l’ultimo mega-evento calcistico svoltosi nel nostro Paese. Il volume Il Mondiale delle Meraviglie. Calcio, media e società 25 anni dopo “ITALIA’90” (a cura di Nicola Porro, Stefano Martelli e Giovanna Russo, FrancoAngeli, Milano 2016), vuole mettere in rilievo le profonde trasformazioni economiche e culturali avvenute negli ultimi due decenni nel “gioco più bello del mondo”, ma anche nella società più ampia: italiana, europea, globale.