di Ivo Stefano Germano

 

La relazione fra sport e media è di tutta evidenza e, con precise fasi, ha attraversato l’intero secolo scorso – il “secolo dello sport” – come attestato da volumi e ricerche in gran numero. Con alcune novità che, dagli anni Novanta in poi, hanno trasformato i modelli di sviluppo della comunicazione sportiva e più precisamente del giornalismo sportivo: l’industrializzazione, la spettacolarizzazione, la globalizzazione e la cosiddetta “ferializzazione” dello sport. Si tratta della fase di maturazione del modello della pay tv che porta lo sport in diretta nel salotto di casa e, successivamente, della crescita dell’offerta multi e cross-mediale degli eventi sportivi.

In estrema sintesi, oggi lo sport è un prodotto offerto da media companies che si occupa sempre più d’intrattenimento in un contesto globale sette giorni su sette. Se partiamo dallo stato presente dello sport, negli old e new media emerge un quadro di abbondanza dovuto all’ “età della convergenza”, cioè al fatto che ogni singolo medium tende a convergere e a enfatizzare la propria funzione all’interno di più piattaforme digitali. Ciò comporta ad esempio un modo preciso di fruire lo sport televisivo come media event, al confine con la serialità: le audience che lo seguono si narrano tra festa e routine quotidiana, in virtù di una digitalizzazione dello sport che attenua fortemente la visione dicotomica tra tv e web.

In quest’ottica, le audience si esprimono sempre più in maniera multitasking, producendo esse stesse i contenuti, usando più media contemporaneamente, immerse in un continuum ludico, attivo, competente, al limite sportivamente smaliziato rispetto allo slang dei classici opinion leader televisivi, radiofonici, giornalistici. La comunicazione sportiva in tal modo rinvia ad una realtà sminuzzata in mille rivoli di attenzione e di partecipazione capace di mettere in luce una inedita operatività delle audience sempre più coinvolte e produttive di nuovi significati tra anonimato e sovraesposizione, veicolando al contempo una metamorfosi del fandom sportivo le cui attività superano l’evento mediale. Gli spettatori sportivi infatti, sempre più attivi grazie alle potenzialità della rete, diventano a loro volta rimediatori dell’evento sportivo e produttori di informazioni di uno spettacolo che, in definitiva, è sempre più al di qua e al di là del tubo catodico.

Un panorama comunicativo complesso dunque che necessita di un quadro analitico ampio per comprendere l’intero spessore della produzione, distribuzione, circolazione, condivisione, partecipazione di contenuti sportivi in diretta e online da parte di pubblici connessi e globali. A mutare in profondità sono le piattaforme della rappresentazione e comunicazione dello sport. Il giornalismo sportivo, poi, ha dovuto affrontare immediatamente gli effetti della dis-intermediazione, cioè dell’abbattimento da parte di pubblici connessi di ogni spazio e confine fisico della fruizione e trattamento dell’informazione.

Tutto ciò, fra luci e ombre, diventa evidentissimo nella rete che tende sempre più a rappresentare la comunicazione sportiva come insights, highlights, branding, come, per esempio, dimostrano la serie tv dedicata al Manchester city offerta da Amazon Prime, oppure, il recente spot di Netflix Italia per la serie Marvel “i difensori” con testimonial alcuni campioni di calcio italiani.

Uno degli effetti emergenti è la “dimensione social” della comunicazione sportiva, anche e soprattutto come campo d’osservazione del modello “SMS” elaborato da Stefano Martelli e metodologia di riferimento dell’esperienza scientifica di Sportcomlab. Proprio al “profilo social dello sport globale”, cioè al numero di followers e utenti sui social network sites (facebook, twitter, instagram, youtube) si dedicano gli studi e le ricerche sul giornalismo sportivo contemporaneo. Al centro dell’attenzione sono i futuri scenari di mutamento delle relazioni fra i pubblici connessi sempre più affrancati dalla centralità televisiva in una continua fruizione complementare fra i mass media e i new media.

Un quadro in continua trasformazione che offre continui spunti di ricerca, in relazione al concetto di comunicazione sportiva 2.0 del quale si discuterà prossimamente in questo blog.

 

 

Per approfondimenti:

Germano I.S (2011), La società sportiva: significati e pratiche della sociologia dello sport, Rubbettino, Soveria Mannelli (CZ).

Il volume descrive la dimensione mediale e neo-mediale dello sport e le sue sovrapposizione e intersezioni con il sistema giuridico, economico, sociale e culturale. Alla relazione fra sport e media è dedicata un’ampia analisi (cap. 4) dal punto di vista diacronico (come si è sviluppata tale relazione) e sincronico (perché è importante studiare scientificamente la comunicazione sportiva e il giornalismo sportivo).